sabato 8 aprile 2017

VINITALY AND THE CITY a BARDOLINO

Da quest'anno la manifestazione "Vinitaly and The City" cresce ed esce dal cuore di Verona per sbarcare a Bardolino, una delle località più suggestive del Lago di Garda, notoriamente vocata al vino.
Il vino protagonista nelle degustazioni è quello delle denominazioni tipiche del territorio, quali il Bardolino, l'Amarone, il Valpolicella, il Soave, il Custoza e il Lugana.
Dal 7 all'11 aprile nella storica Villa Carrara Bottagisio e sul Lungolago Cornicello, sotto la guida dei sommelier della Fis, si potranno assaggiare ottimi vini, accompagnati dai piatti tipici della zona.
Ogni giornata avrà un tema che si riflette sugli appuntamenti musicali, culturali e sulle degustazioni.
Si inizia venerdì con "Ouverture d'Autore", sui cantautori e vini bianchi dall'intenso profumo; sabato"Wine& Girls", voci femminili, bollicine e incontri rosa; la domenica "Indie Red Sunday" dedicata al Berdolino; lunedì, con "A Day with a Swing" ci si tuffa negli anni '40 insieme a Bianchi briosi; martedì, infine, chiusura con "Terre Calde" e i vini rossi più intensi del territorio veronese.

DOVE
Lungolago Cornicello – Wine &  Food
Villa Carrara Bottagisio – Storytelling e Guided Tasting
- Venerdì 7 aprile dalle 17 alle 24
- Sabato 8 e domenica 9 aprile dalle 11 alle 24
- Lunedì 10 e martedì 11 aprile dalle 17 alle 24

QUANDO
- Venerdì 7 aprile dalle 17 alle 24
- Sabato 8 e domenica 9 aprile dalle 11 alle 24
- Lunedì 10 e martedì 11 aprile dalle 17 alle 24

DEGUSTAZIONI
– Lungolago Cornicello 
   Padiglioni Bardolino, Soave, Custoza, Valpolicella, Lugana.
   Tre ticket consumazioni wine e due consumazioni food 
   (15 euro con bicchiere – 10 euro senza bicchiere)
– Villa Carrara Bottagisio 
   Sala Fisar - degustazioni guidate, cinque vini, 45 minuti 
   (due ticket Wine)
– Villa Carrara Bottagisio – Sala Pensiero Visibile – percorsi di Storytelling con      degustazione vino, 90 minuti (due ticket wine)

BIGLIETTERIE > Lungolago Cornicello e Villa Carrara Bottagisio

HASHTAG UFFICIALE: #VinitalyAndTheCityBardolin

PROGRAMMA EVENTI

martedì 4 aprile 2017

VINITALY 2017.

Mancano solo due giorni all'apertura della 51a edizione del Vinitaly 2017, il Salone dei vini e dei distillati che dal 9 al 12 aprile farà di Verona il centro nazionale ed internazionale del vino.

Ogni anno il Vinitaly catalizza l'attenzione del sistema produttivo e commerciale vitivinicolo e degli appassionati di vino, confermandosi per le imprese del settore come la vetrina più importante e prestigiosa per presentare i propri prodotti, per fare affari, incontrare i buyer e come l'occasione imperdibile per offrire agli amanti del vino 4 giorni da sogno.
Dopo il successo dello scorso anno, insieme al Vinitaly torna nel centro storico di Verona  Vinitaly and the City , l'evento fuori salone organizzato in collaborazione con il Comune e la Provincia a partire da venerdì 7 fino a martedì 11 aprile.
In questi cinque giorni Verona e la sua provincia si tingono del viola del Vinitaly con eventi di wine&food, musica, letteratura, poesia, spettacoli e incontri, in compagnia di grandi ospiti che racconteranno il mondo del vino attraverso la storia, l'arte, la moda, il design e il giornalismo.
Sabato, poi, con la Notte Viola, in centro città tutti gli esercizi commerciali saranno aperti fino alle 24  e ospiteranno eventi a tema, con il vino come filo conduttore.

DOVE
Centro storico di Verona: Piazza Dante, Piazza dei Signori, Loggia di Fra' Giocondo, Cortile del Marcato vecchio, Torre dei Lamberti.
Piazza Bra
Arsenale Austriaco per Biologic
QUANDO
venerdì 7 aprile                        dalle 17.00 alle 24.00
sabato 8 e domenica 9 aprile   dalle 11.00 alle 24.00
lunedì 10 e martedì 11 aprile   dalle 17.00 alle 24.00
Degustazioni: a pagamento, 3 consumazioni wine e 2 food = 15,00 €

BIGLIETTERIE
-        In città: Piazza Bra (info-point), Arsenale Austriaco, Cortile Mercato Vecchio, Piazza dei Signori 
-        Online: su www.vinitalyandthecity.com

sabato 1 aprile 2017

PESCE AL FORNO. PER IL NUOVO CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO.

Con l’avvento della cucina social sono quasi scomparse le ricette semplici, quelle del cibo che cuoci con pochi ingredienti e che mangi con pochi orpelli.
Se non metti almeno 3 ingredienti esotici e non impiatti strano, non sei nessuno.
Ma quando si parla di pesce non ci sto. 
Per me, donna del Sud, è uno di quei cibi che va cucinato nel modo più semplice possibile, per rispettare la materia, il suo sapore, il suo profumo, la sua consistenza.
Ovviamente quando si parla di materia prima di qualità: pesce pescato e non allevato.
Ma poiché so benissimo che reperire pesce pescato è molto difficile, oltre che costoso, è indispensabile controllore che almeno sia di allevamenti italiani, in mare e non in vasca.
Oggi che è la Giornata Nazionale del pesce al forno, per il Calendario del Cibo Italiano, vi propongo questa ricetta, che ormai nella mia famiglia si è tramandata di madre in figlia. 
ORATA AL FORNO 
con patate.


INGREDIENTI PER 4 PERSONE
1 orata di circa 1 kg
6 patate medie
6 pomodorini ciliegia
10 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 mazzetto di prezzemolo
sale
pepe
Le carni dell'orata sono abbastanza nutrienti e si adattano bene a tutte quelle preparazioni che richiedono poco tempo di cottura. Fra le tante ricette che meglio esaltano il sapore di questo pesce, c'è l'orata al forno. Un grande classico.
Fondamentale pulire accuratamente il pesce: per eseguire al meglio questa operazione occorrono un tagliere, un coltello da cucina e un paio di forbici.
Durante questa fase è indispensabile togliere tutte le squame con l'aiuto di un coltello e praticare un'apertura nella pancia del pesce con le forbici, così da poter estrarre le interiora. Successivamente si devono tagliare sia le pinne laterali che quella sotto il ventre, quindi si deve lavare l'orata all'interno e all'esterno fino a quando non sarà più presente alcuna traccia di sangue e, infine, bisognerà lasciarlo sgocciolare.
Bisognerà togliere anche la testa.
Successivamente bisognerà disporre in una pirofila le patate tagliate a fette sottili, il pesce , i pomodorini tagliati in quattro, con un pizzico di sale, pepe e prezzemolo tritato.
Per concludere, condire l'orata con un filo d'olio e metterla a cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa 20 minuti: 10 minuta coperta con alluminio e 10 minuta scoperta.

Questa ricetta è il mio primo contributo al Nuovo Calendario del Cibo Italiano.


lunedì 27 marzo 2017

TORTA PASQUALINA PER IL CLUB DEL 27.

Poiché due è meglio di uno, dopo MTChallenge, ecco infilarmi in un altro progetto, quello di "Il Club del 27", per raccogliere nuove sfide. 
Il numero 27 indica la data in cui tutti i membri appartenenti a questo Club ogni mese, contemporaneamente, devono pubblicare  una ricetta.    
Ma cosa? Quale ricetta..? Chi? Un attimo.
“Il Club del 27” nasce come progetto per rifare le ricette del "Tema del Mese" dell'MTChallenge "del tempo che fu", con lo scopo di rimettere in circolazione le ricette che la Community MTC ha preparato nel corso degli anni precedenti e che nel meccanismo stritolante della sfida mensile e del web, rischiano di finire nel dimenticatoio, o addirittura di passare inosservate. E poiché sono tutte dei piccoli capolavori, è un vero peccato non recuperarle e riproporle in una dimensione di maggiore lentezza.
E allora con marzo parto per questo nuova avventura e, vista l'imminenza della Pasqua propongo: 
La Torta Pasqualina
presa dalla sfida MTChallenge n. 23 
INGREDIENTI.
Pasta: Impastate 300 g di farina “0” con il sale, 30 g di olio, ½ bicchiere di vino bianco secco e circa ½ bicchiere di acqua  per ottenere una pasta morbida (circa 150 g di liquidi), ma non appiccicosa.
Dividete in 5 palline e fate riposare coperta almeno 1 ora, meglio 2.
Ripieno: Pulite 1,2 kg di bietole, togliendo quasi tutta la parte del gambo, tagliatele a striscioline e saltatele in padella con olio e.v.o. maggiorana e cipolla tritata. 
Deve asciugarsi bene tutta l’umidità.
Lasciate raffreddare.
In una ciotola lavorate 250 gr di “prescinseua” genovese con 50 gr circa di parmigiano grattugiato, un generoso pizzico di maggiorana, sale e pepe.
Alternativa alla “prescinseua”: ricotta e yogurt in proporzioni
secondo il proprio gusto. La prescinseua, comunque e' acida…
L'importante e' che lo yogurt sia compatto.
PROCEDIMENTO.
Stendete una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 22-24) unta d’olio facendola un poco debordare (ungete anche il bordo della teglia altrimenti la pasta si strapperà quando dovrete arrotolarla) Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia. Versate dentro le bietole e sopra il composto di formaggio.
Poi con il dorso di un cucchiaio fate 3 o 4 incavi a distanza regolare e in ognuno rompete un uovo; salate e pepate e versate un filino d’olio su ognuno. Le altre 3 sfoglie devono essere tirate sottilissime e non devono assolutamente avere buchi. Tirate prima con il matterello e poi allargate la sfoglia con i pugni infarinati, ruotandola, come si fa per la pizza (non è facile farlo senza bucare la sfoglia).
Tirate la prima delle tre sfoglie e coprire il ripieno, facendo debordare la sfoglia di lato. Ungete bene la superficie con un pennello o con le dita delicatamente (sotto ci sono le uova intere!!!).
Appoggiate la seconda sfoglia, ungete bene; appoggiate al bordo una cannuccia per soffiare aria fra uno strato e l’altro di pasta del coperchio; appoggiate l’ultima sfoglia e ungete anche questa molto bene.
A questo punto arrotolate il bordo a cordoncino (se è troppo tagliarne una parte con le forbici).
Quando è ben gonfia come un palloncino togliete rapidissime la cannuccia e sigillate l’apertura.
Infornare a 180° per 40-50 minuti o fino a doratura della pasta.
Appena tolta dal forno spennellate delicatissimamente di olio. Raffreddandosi la pasta si ammorbidirà e, se l’avrete fatta abbastanza sottile, scenderà come un velo!

giovedì 23 marzo 2017

TERRINA PRIMAVERA. Verdure tra vintage e kitchen-chic. Per la sfida MTChallenge n. 64

Terrina. 
Come, terrina..?
Le sfide di MTChallenge si susseguono una dopo l'altra e anche quella del mese di marzo è arrivata puntuale, con la proposta spiazzante di Giuliana Fabris del blog La Gallina Vintagerealizzare la ricetta di una terrina (o due) di carne, pesce, verdura, con almeno due accompagnamenti, altrettanto "handmade/homemade". Sfida n. 64.
Panico. Panico totale.
Premetto che sono vegetariana e per terrina ho sempre immaginato quelle sontuose e pesanti preparazioni, un po' demodè, tipiche della cucina francese, a base di carne o di frattaglie, da cui stare ben lontana. 
Considerate, poi, che gran parte della mia formazione gastronomica è basata sulla cucina partenopea di famiglia, dove il termine "terrina" non esiste proprio. E le preparazioni cremose vengono viste male...
Avrete un'idea dell'horror vacui che mi si è presentato davanti con questa sfida. Ma una sfida va sempre raccolta e, complice il senso del dovere di dar le seguito, ho iniziato ad esplorare questo meraviglioso mondo, con grande timore ed umiltà. Ho consultato amiche più che competenti in materia, ho consultato testi e letto ricette, finché non ho capito che c’era lo spazio per cimentarmi nel Challenge con una terrina di sole verdure. E anche degnamente. Salva!
Preparare una terrina di verdure, tra l'altro, può essere anche una scelta furba, perché la terrina viene servita spesso come antipasto e se, come questa, a base di verdure, la si può tranquillamente inserire in qualsiasi menù di pesce o di carne, dandogli un tocco di raffinatezza ma senza appesantirlo. Cerco sempre di non tramortire i miei ospiti con il cibo. 
Soprattutto a cena.
Ma veniamo alla sfida.
Il termine "Terrina" ha due significati: la preparazione stessa, detta anche pasticcio, composta di vari ingredienti che si uniscono insieme e si armonizzano; il recipiente stesso in cui la si cuoce.
Gli ingredienti possono essere crudi o già precotti.
In una terrina può finire di tutto, è importante però mantenere complessivamente una consistenza ben precisa, a metà fra la spatola per spalmare e il coltello per tagliare: gli ingredienti sono di solito tagliati a pezzi oppure a striscioline, o a dadini e poi disposti a strati nel recipiente e cotti a bagnomaria in forno.
La terrina di verdure che presento viene composta con ingredienti che hanno subito una breve cottura preliminare e offre la possibilità di ottenere diverse combinazioni di sapori e colori. E' un piatto conviviale che evoca tavolate gioiose, da preparare, come ho imparato in questa sfida,  in ogni occasione, sia formale che familiare, per stupire gli ospiti.
INGREDIENTI PER LA TERRINA
per 8 persone (una terrina da 25 cm)
Patate 400 g
Carote 300 g
Fagiolini 200 g
Piselli 100 g
Zucchine 2
Basilico una manciata
Prezzemolo una manciata
Albumi 2
Burro 20 g
Succo di limone qb
Sale e pepe qb
PER GLI ACCOMPAGNAMENTI
Pomodori da insalata maturi 8
Aceto balsamico qb
MAIONESE
3 tuorli
olio evo 150 g 
 olio di semi di girasole 150 g
succo di 1 limone filtrato
 di yogurt naturale 2 cucchiai
sale, pepe qb
 zenzero in polvere 1 cucchiaino
PROCEDIMENTO.
Tagliate a fette le zucchine e grigliatele.
Separatamente lessate le verdure e scolatele.
Passate allo schiacciapatate le patate e le carote, lasciandone intere una e una, raccogliendone la purea in una ciotola; condite con sale, pepe e un filo d’olio.
Montate a nave ferma gli albumi, con qualche goccia di succo di limone.
Incorporateli alla purea, mescolando dal basso verso l’alto.
Tagliate a dadini i fagiolini, la patata e la carota.
Tritate finemente il basilico e il prezzemolo.
Unite tutto alla purea.
Imburrate la terrina, foderatela con le fette di zucchina, riempite con il composto ripiegate le fette. Coprite con il coperchio.
Porre lo stampo in un tegame più grande, pieno d’acqua, e infornate, per una cottura a bagnomaria, a 180° per 35\40 minuti.
Fate raffreddare e poi mettete in frigo per almeno 4 ore, meglio di più.

ACCOMPAGNAMENTO n.1
Pomodori al basilico
Lavate i pomodori e affettateli sottilmente. Conditeli con sale, pepe, olio e basilico tritato.  
ACCOMPAGNAMENTO n.2
Maionese aromatica.
Mettete i tuorli in una ciotola, salate, pepate e cominciate a montarli con le fruste elettriche mentre versate a filo molto lentamente la miscela di oli. 
Alternate l’olio al succo di limone.
In ultimo aggiungete alla maionese lo yogurt, la polvere di zenzero e mescolate delicatamente con una forchetta. Mettetela in frigo.
IMPIATTAMENTO.
Sformate la terrina e tagliatela a fette.
In ogni piatto ponete la fetta, il pomodoro tagliato a ventaglio condito con olio e basilico, una quenelle di maionese allo zenzero e fate cadere qualche goccia di aceto balsamico qua e là sul piatto. Servite.


giovedì 23 febbraio 2017

POLLO FRITTO. Per la sfida MTChallenge n.63


La sfida MTChallenge del mese di febbraio, proposta dalla vincitrice della sfida n. 62 Silvia Zanetti del blog Officina Golosa, è "nientepopodimenoche" il Fried Chicken, il glorioso piatto della cucina americana, che subito ci rimanda a film, telefilm e cartoni animati in cui queste cosce di pollo croccanti e succulente sono presenti nelle case, nelle tavole calde, per le strade, mangiato direttamente da cestoni di cartone colorato e quasi sempre in porzioni maxi. In realtà, come in molta della tradizione americana, le origini di questo piatto sono incerte e sfumate, arricchite da leggende e da miscele segrete di spezie. E’ un piatto semplice il pollo fritto, ma tutt'altro che facile! Prevede infatti una lunga marinatura nel latticello (o nello yogurt) che intenerisce la carne, quindi un’infarinatura aromatica nella farina, oppure nell’uovo e nel pangrattato, prima di arrivare a sfrigolare in padella con precisissime regole di calore e tempistica. 
Il risultato, però, è un’armonia di sapori e speziatura, con croccantezza dorata all’esterno e morbidezza all’interno. 
La ricetta ricorda quella del pollo fritto alla fiorentina, in cui le cosce di pollo vengono fatte marinare in olio extravergine d’oliva, succo di limone, aglio, prezzemolo, rosmarino, alloro, sale e pepe e poi immersi in una pastella fatta con uova e farina, prima della frittura nell’olio extravergine d’oliva. Con un condimento finale di prezzemolo tritato e limone. 
Esistono per il pollo fritto essenzialmente tre diversi metodi di preparazione: pollo fritto con farina, pollo fritto in pastella e pollo fritto panato con pane e uovo. +
Tre ricette per ottenere tre croccantezze differenti.
Il pollo fritto nella sua versione più semplice, viene infarinato e immerso in olio bollente, ottenendo così una crosticina sfogliata, asciutta, sottile e croccante; la preparazione del pollo fritto in pastella è preferibile con pezzi di carne privi di ossa, la crosticina che si presenta è spessa, mediamente croccante esternamente, a volte gonfia per la presenza di lievito ed umida a contatto con la carne, tipica dei nuggets e del pesce fritto anglosassone; ed infine il metodo della panatura con pane e uovo più o meno spessa e ben definita, che dona al pollo una croccantezza asciutta anche a contatto con la carne,
Ma torniamo alla sfida, che consiste nel fare due tipi di pollo fritto, uno impanato con farina,  uova e pangrattato e l’altro semplicemente infarinato. Le istruzioni di Silvia sono chiare: la marinatura è obbligatoria  e sono accettate solo due tipologie di panatura, una con uova e pangrattato e una con farina. Su una delle due varianti si può e si deve lavorare di fantasia.
Ho scelto, quindi, di eseguire senza variazioni la panatura con uova e pangrattato e di modificare, invece, la panatura con la farina, aggiungendoci una miscela di erbe di Provenza e un po’ di farina di mais. Tanto per andare sul sicuro.
MARINATURA. Per entrambe le versioni.
 
Latticello:
250 g latte parzialmente scremato
250 g yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato
In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare per almeno 15 minuti e poi versatelo sulla carne.
Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigorifero, come indica Silvia, per almeno 4 ore. Questo per conferire al pollo fritto morbidezza durante la cottura.
 
1) POLLO FRITTO  PANATO NELL’UOVO E PANGRATTATO
Ingredienti per 1 kg di pollo con ossa e pelle
4 uova medie
200 g farina
200 g pane grattato
Sale e pepe
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
Procedimento
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella per mezz’ora almeno.
Mettete il pan grattato e la farina in altre due ciotole distinte e capienti
Mettete le uova in una ciotola che possa contenere almeno 3/4 pezzi di carne alla volta, mescolate con una forchetta, salate e pepate.
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Prendete tre pezzi di pollo alla volta, passateli nella farina pressando leggermente la carne. Poi immergeteli nell’uovo ed infine passateli nel pan grattato pressando nuovamente la carne.
Appoggiate il pollo sul piatto fondo e procedete con la panatura di tutti i pezzi.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio di semi di mais, delicato, leggero che non altera il sapore del pollo, oppure l’olio di arachidi e semi di girasole  e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3/4 pezzi di pollo alla volta.
Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa.
ACCOMPAGNAMENTO.
Peperoni con olive e capperi
3 peperoni rossi
100 gr tra olive nere denocciolate e tritate capperi dissalate
6 cucchiai di Olio extravergine di oliva
Pulite e tagliate a listarelle i peperoni
Metteteli a cuocere in un tagame basso con l’olio e il trito di olive e capperi. Per 10 minuti a fiamma bassa e coperti e poi a fiamma più vivace e scoperti fino a cottura.
2) POLLO FRITTO PANATO CON FARINA ED ERBE
Ingredienti per i kg di pollo con ossa e pelle
200 g farina
Un cucchiaio di erbe aromatiche essiccate
Sale e pepe
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
PROCEDIMENTO
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella per mezz’ora almeno. Preparate una ciotola abbastanza capiente per contenere 3/4 pezzi di pollo alla volta e metteteci la farina con le spezie e il sale e il pepe.
Prendete i pezzi di pollo, metteteli nella farina ed infarinateli pressando leggermente la carne. Metteteli in un piatto.
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Immergete nell’olio 3/4 pezzi di pollo alla volta. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.
ACCOMPAGNAMENTO:
MAIONESE  AROMATICA
Ingredienti
3 tuorli
150 g olio evo
150 g olio di semi di girasole
succo di 1 limone filtrato
2 cucchiai di yogurt naturale
sale
pepe
Mettete i tuorli in una ciotola, salate, pepate e cominciate a montarli con le fruste elettriche mentre versate a filo molto lentamente la miscela di oli. Alternate l’olio al succo di limone.
In ultimo aggiungete alla maionese lo yogurt e mescolate delicatamente con una forchetta.
Servite con una spolverata delle spezie messe nella panatura.

 

martedì 24 gennaio 2017

MACARONS, S'IL VOUS PLAIT.

Va bene tutto, ma cominciare l'anno con un MTChallenge  sui Macaron, non me lo meritavo proprio. 
Eh no, sinceramente no.
Ma poiché non si può giocare solo quando le regole ci piacciono e il tema è confacente alle nostre abilità, eccomi pronta per questa sfida per me estrema. Del resto ho insegnato alle mie figlie e ai miei alunni che bisogna sempre provarci prima di gettare la spugna e, quindi, con un nodo in gola, ci provo.
La sfida di gennaio sui "Les Macarons", deliziosi bocconcini dolci, cremosi, scrocchiarelli e multicolori, che quando vai in Francia fanno bella mostra di sé allineati nelle pasticcerie o nei negozi a loro dedicati e che ora cominciano anche a trovarsi in qualche pasticceria italiana, l'ha lanciata, sprezzante del pericolo, Ilaria del blog Soffici, senza nessuna pietà di noi tranquille cuoche casalinghe. Le regole della sfida da consumate  esperte.
Non avendoli mai fatti mi sono cimentata nella disfida cercando di volare basso, di stare sul basico, scegliendo abbinamenti semplici e focalizzando l'attenzione più sull'acquisizione della tecnica che sul risultato, che ho previsto già da subito mediocre.
Per i gusti da miscelare e abbinare ho pensato al cacao e al caffè, con un tocco di paprica. Tutto qui.
Di due sfornate, di un itero giorno di lavoro e di vari tentativi, si sono salvati solo pochi gusci che poi ho usato per le foto. In compenso, anche se sbriciolati, abbiamo fatto una scorpacciata di Macarons.
Di una cosa sono certa: è stato bello, ma non ne farò più... almeno per un po'.
MACARONS SORPRENDENTI.
(caffè, cioccolato e...paprica)
Per la ricetta, con dosi e spiegazioni perfette, vi rimando al blog Soffici di Ilaria, dove troverete tutte le indicazioni per non sbagliare. Un vero dotto trattato sui Macarons. E se ci sono riuscita io...
(Ricetta perfetta  di Ilaria).
Per quanto riguarda la mia interpretazione, ho solo diviso l'impasto in tre parti: in una ho aggiunto della polvere di cacao, in una polvere di caffè e una l'ho lasciata al naturale, per caratterizzarne il colore dei gusci con armoniche sfumature dal beige al marrone scuro e poi il sapore tra di loro, considerata la farina di mandorle dell'impasto.

Per il ripieno, in accordo con il cioccolato ed il caffè dei gusci, ho preparato una ganche di cioccolato fondente e una ganche di cioccolato bianco, di cui, poi, una parte ho insaporito con della paprica piccante, per una piccola sorpresa di gusto finale. 
Ganache al cioccolato bianco 
100 g di cioccolato bianco
50 g di panna fresca
un pezzetto di burro (10 g circa)

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria .
Portate a bollore la panna.
Unite un po' alla volta al cioccolato, mescolando con energia.
Quando il composto si sarà intiepidito unite il burro e fate raffreddare bene prima di usarlo.

Ganache al cioccolato fondente 
100 g di cioccolato fondente
50 g di panna fresca
un pezzetto di burro (10 g circa)

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria .
Portate a bollore la panna.
Unite un po' alla volta al cioccolato, mescolando con energia.
Quando il composto si sarà intiepidito unite il burro e fate raffreddare bene prima di usarlo.

Con questo post partecipo alla sfida n.62 dell'MTChalleng.