Visualizzazione post con etichetta In tour. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta In tour. Mostra tutti i post

lunedì 23 ottobre 2017

REDORO PRIME OLIVE 2017

È TEMPO DI OLIO NUOVO. 
L'olio extravergine d'oliva è un alimento caposaldo della dieta mediterranea. Buono e salutare, si accompagna a tutti i cibi, li arricchisce e dona personalità ad ogni piatto. Basta saper scegliere, tra i tanti che si producono in Italia, quello che maggiormente si sposa con il cibo che deve condire. 
Un po’ come si fa per il vino.
 
In questo periodo autunnale di raccolta, qui in Veneto, nei bellissimi territori delle colline della Pedemontana dell'Est veronese, dove la coltivazione dell’ulivo occupa un posto importante, visitare un frantoio, passeggiare tra gli ulivi, vedere come le olive diventano olio con le antiche macine in pietra e imparare a conoscerlo con degustazioni guidate è un’esperienza che merita assolutamente di essere fatta.
E quella fatta sabato 14 ottobre nel piccolo e tranquillo paese di Mezzane di Sotto, con l’evento “Prime Olive 2017” presso l’oleificio REDORO Frantoi Veneti - Antico Frantoio, è stata proprio un’esperienza tutta dedicata all’olio buono e alla prima spremitura del 2017.
REDORO è un frantoio di solida tradizione familiare nonché tra i più importanti del veronese in fatto di produzione di olio extravergine. 
E' stato il primo frantoio a certificare DOP un olio in Veneto. 
Fonda le proprie radici nel lontano 1895, quando Regina ed Isidoro, da cui l’azienda trae il nome (REgina e IsiDORO), iniziano la loro attività come olivicoltori a Grezzana (Vr), nel cuore della Valpantena, un territorio spettacolare a Nord di Verona, impreziosito da oliveti secolari e circondato dal panorama mozzafiato delle colline e dei monti Lessini, l’area più a nord del mondo dove si coltiva la pianta d’ulivo per la produzione di olio extravergine.
Sono terreni collinari con un clima mediterraneo, con temperature miti, l’ assenza di nebbie, ventilato e privo di ristagni di umidità. 
Qui nascono le Dop: Garda-Orientale e Veneto-Valpolicella, di cui Redoro ne è l’ambasciatore. 
Le cultivar Redoro presenti nell’area Garda-Orientale sono Casaliva e Pendolino, mentre nell’area Valpolicella, si coltiva il Grignano, il Favarol e il Leccio, tutte senza Ogm.
L’olio REDORO ha un sapore ricco con sentori vari e delicati, un retrogusto di erbe aromatiche come la mentuccia, la salvia, il rosmarino, fiori, foglia fresca, mandorla, pinolo, mela, banana, vaniglia, pomodoro e carciofo.
Il segreto della bontà dell’olio REDORO è la presenza dei frantoi vicinissimi al cuore della produzione: uno a Mezzane, uno a Grezzana e un altro nelle vicinanze del Lago di Garda, dove si produce esclusivamente Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP.















Negli anni ’90 l’azienda ha rilevato a Mezzane, un piccolo e tranquillo paese di una suggestiva valle nell’est del veronese, L’Antico Frantoio, un tempo proprietà del Conte Giulio Liorsi. In questo frantoio siamo stati accolti ed è stato possibile seguire la molitura delle olive effettuata ancora come una volta, con le antiche macine in pietra e con il sistema tradizionale della spremitura a freddo.

Abbiamo visto le olive lavate, passare sotto la mola in pietra. 
Il composto pressato e schiacciato in modo da estrarre il siero di olio e acqua, che si separa in una vasca di decantazione. 
Non potete neanche immaginare  i profumi e gli aromi che si sono diffusi intorno non appena è iniziata la lavorazione: un profumo di oliva matura, di olio intenso, avvolgente, fruttato, a tratti piccante.
Daniele Salvagno ci ha spiegato che con 1 quintale di olive si ottengono 12 kg di olio extra vergine 100% italiano e che questa annata caratterizzata dal gran caldo ha fatto anticipare i tempi di raccolta e di molitura.  
“Nonostante l’andamento generale della raccolta di quest’anno non sia molto positiva, soprattutto in termini di resa, abbiamo buone premesse per assicurare la qualità del nostro olio. Per noi l’inizio della raccolta delle olive è un momento importante, una festa che simboleggia il ringraziamento per l’annata, che culmina con l’apertura dei nostri frantoi.” ha detto Daniele Salvagno, commerciale dell’azienda.
Dal racconto di Daniele sono emersi i valori che guidano questa azienda: qualità, genuinità, e amore in ogni piccolo gesto, dalla coltivazione delle olive, alla raccolta a mano, fino alla trasformazione in olio extra vergine.













Racconto che è andato avanti anche durante il pranzo all’Antica Locanda del Frantoio, luogo di rappresentanza e di ospitalità a pochi passi dal Frantoio di Mezzane, che  hanno ristrutturato di recente per avere una zona dedicata al ristorante e alla cantina e dove poter far degustare ed acquistare tutti i prodotti di Redoro Frantoi Veneti.
Abbiamo bevuto anche dell’ottimo vino, l’Amarone Bio e il Valpolicella Bio DOCG La Fontanina, perché Salvagno non si dedica solamente alle olive, ma anche alle vigne, con una piccola, ma pregiata produzione di vino biologico e vegano.  

Nel pomeriggio ci siamo spostati nella sede principale di REDORO a Grezzana (VR), in Valpantena dove, oltre a lavorare le olive coltivate nei propri uliveti che la circondano, vengono conferite le migliori di oltre 1000 produttori agricoli di sette valli vicine, raccolte a mano per mezzo di pettini su grandi reti, come insegna la tradizione locale.

Nel frantoio si esegue l’estrazione a freddo dell’olio extravergine con i più moderni e tecnologici impianti di estrazione dell’olio, lavorando a pieno ritmo nei tre mesi di raccolta: ottobre, novembre e dicembre.
Ecco come funziona il procedimento: inizialmente le olive vengono lavate, poi passano alla molitura, con le mole in pietra, che frantumano le olive, ottenendo una pasta, che include nocciolo polpa e buccia. Si passa poi alla gramolatura in cui la pasta viene rimescolata con delle lame;  il prodotto viene poi distribuito su dischi sovrapposti, detti fiscoli, che lo spremono a freddo. La parte solida, sansa, viene scartata e in questo caso si riesce a separare il nocciolo, che viene utilizzato come combustibile.
Si ottiene così un composto di acqua e olio che viene separato con un apposito macchinario. L’olio a questo punto va nelle cisterne dove viene mantenuta la temperatura costante, per essere poi imbottigliato ed etichettato.
Le bottiglie Redoro sono particolari: sono di vetro scuro anti ultravioletti, hanno un manico per una salda e comoda presa, che è una loro prerogativa e il tappo “anti-rabbocco”,
Durante la visita abbiamo potuto conoscere le fasi di lavorazione, assaggiare l’olio nuovo, annusare creme e saponi e i prodotti a base di Olio Extravergine di Oliva in un viaggio tra antico e moderno, tra passato e futuro. Conoscere il mondo REDORO.
Redoro apre al pubblico i Frantoi di Grezzana e Mezzane, per accompagnare gli estimatori in un percorso di cultura sull’olio e per promuovere allo stesso tempo questo straordinario prodotto, fonte naturale di benessere. 
Propone visite guidate, corsi di degustazione specifici per gruppi di assaggiatori e approfondimenti dedicati alle scuole ed ai protagonisti della cucina attraverso tutti i passaggi della produzione dell’olio evo, dalla frangitura alla decantazione. Andateci.

Per prenotare: qui 
oppure telefonando al  
+39 045 907622












sabato 9 luglio 2016

VENEZIA, i Bacari e tu.

Venezia è una città strana, ha l'acqua alta.
Venezia è una città strana, la si può visitare solo camminando.
Venezia è una città strana, non è divisa in quartieri o borghi o rioni, ma in Sestrieri, ognuno con una spiccata personalità: Dorsoduro, Cannareggio con il ghetto, Castello, Santa Croce, San Marco, San Polo. E poi le isole. La laguna.
Venezia è una città sospesa nel tempo, quando giri nei mercati, per le bancarelle di frutta e verdura, i venditori ti dicono "amore mio, cosa vuoi?" come 100 anni fa.
Venezia non ha i bar, ha i "Bacari".
Venezia è una città unica, perché quando la vedi ti dà l'emozione, la commozione e l'eccitazione di una prima volta, come quando vedi la neve per la prima volta, vedi il mare per la prima volta, ti innamori per la prima volta. 
Venezia è un'esperienza irripetibile.
E allora come può il turista, o il visitatore, scoprire, maneggiare, vivere in modo autentico Venezia?
L'ideale sarebbe visitarla con un veneziano, ma questo non è possibile. Almeno credo.
Una possibilità è di girarla "andando per Bacari".
Il Bacaro è un locale che ricorda molto le vecchie osterie, ed è un luogo dove è possibile mangiare     "i cicheti veneziani" (assaggini  prevalentemente di pesce che vengono esposti su lunghi banconi in legno) accompagnati da "un ombra de vin" (un bicchiere di vino rosso o bianco) oppure dall'aperitivo veneto per eccellenza quale lo "Spritz".


Ma il Bacaro è anche un luogo dove passare qualche ora in compagnia, tra bicchieri di vino e risate e dove fare amicizia, dove trovare ristoro. Un modo, unico e diverso di vedere  di Venezia.
Insomma, andar per Bacari è un'esperienza da fare assolutamente, almeno una volta nella vita, perché Venezia è romantica, ma anche gioiosa e divertente. 
Come fare per "andar per Bacari" ?
Scaricando la App che trovate qui sotto: è gratuita ed è assolutamente utile per guidarvi tra le calli, i campi e campielli, i Sestrieri, alla scoperta della Venezia da vivere.
Ecco il link:




sabato 3 ottobre 2015

Maremma da amare. Emozioni di settembre.

Pecorino Toscano DOP. Blog tour.
Settembre è iniziato alla grande, con la partecipazione al tour che l'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger), in collaborazione con il Consorzio del Pecorino Toscano DOP, ha organizzato  alla scoperta della Maremma, il territorio "principe" per la produzione del Pecorino Toscano.



Obiettivo del tour era di far conoscere il valore e l'unicità del prodotto "Pecorino Toscano DOP" e di focalizzare l'attenzione su di esso attraverso i racconti dei Blogger per i loro lettori e le immagini diffuse nei vari canali social della Rete.
Ci è stato mostrato il "dietro le quinte" del pecorino: il territorio e le persone che permettono la realizzazione di questo prodotto di vera eccellenza.


Partiamo dal territorio: la Maremma.
La Maremma è la parte più bassa della Toscana, una zona selvaggia e raffinata al tempo stesso.
Qui le colline sono più aspre rispetto a quelle più a Nord della Regione, ma altrettanto sontuose ed eleganti. A settembre, quando l’estate non è ancora finita, ma l’autunno fa già capolino nell'aria, la Maremma è uno spettacolo veramente seducente e mi ha decisamente incantato.


Abbiamo trascorso due giorni ospiti del Consorzio del PECORINO Toscano DOP, in questo angolo di paradiso immerso nella natura, lontano dal caos del turismo delle grandi città d’arte toscane, per conoscere l'allevamento delle pecore e la produzione del formaggio e per vivere ed ammirare questa terra così vocata alla pastorizia
Vediamo le persone: gli allevatori, i maestri casari e i responsabili del Consorzio.




Venerdì siamo stati a Semproniano (Grosseto) a visitare un allevamento tipicamente maremmano, con circa 300 pecore gestite con cura e consapevolezza dalla famiglia Vannini, fra pascolo e stalla. le ho viste pascolare serene sui prati intorno alla fattoria. Ho visto la mungitura.


Il loro latte sa di erba e di cielo e dà un formaggio squisito, che fonde in bocca.


Per ottenere questi risultati ci vogliono perizia, esperienza e cura, perché quello che le pecore mangiano lo si ritrova poi nel loro latte e se è buono fa la differenza del formaggio. Per fare una forma di pecorino occorrono circa 12 litri di latte.
Proprio sulla giusta alimentazione delle pecore il Consorzio sta puntando molto, coinvolgendo gli allevatori in un progetto di semina dei pascoli con varietà di erbe stagionali e con la progressiva eliminazione dei mangimi di sintesi come integrazione della loro alimentazione.
Finora hanno aderito 5 allevamenti, con ottimi risultati. Indubbiamente questa attenzione nell'alimentazione delle pecore è un valore aggiunto per il formaggio prodotto. Per questo il Pecorino Toscano DOP è speciale.
L'ho assaggiato, in tutte le sfumature delle possibili stagionature, durante la sontuosa degustazione che la signora Vania ha preparato per noi sotto il portico della sua bella casa. 




Durante la degustazione il Presidente del Consorzio di Tutela, Andrea Righini, ci ha illustrato le caratteristiche di ogni pecorino, puntando l'attenzione proprio sulle caratteristiche delle differenti stagionature del prodotto. Una vera festa per il palato.


Poi ci siamo spostati a Roccalbegna, per visitare il caseificio il Fiorino, dove si produce un PECORINO DOP pluripremiato. 





L'ospitalità della famiglia Sergentoni è stata generosa e coinvolgente. Ci hanno aperto le porte della loro azienda e, in un'atmosfera rilassata e casalinga, ci hanno offerto la cena di venerdì e il pranzo di sabato, con piatti semplici della tradizione, ma preparati magistralmente dalle donne di casa, Giuliana ed Angela, con le piccole Sofia e Valentina.





Qui altre immagini del caseificio e della lavorazione del Pecorino.





L'autenticità  delle persone, la bellezza mozzafiato dell’ambiente circostante questo piccolo borgo, la ruvidità dei paesaggi agresti e di pascolo, viti e ulivi, e quel tocco di raffinata bellezza che è un insieme di dettagli piccoli, ma preziosi quali i colori, i suoni, i profumi intensi nell'aria, hanno reso speciale questa esperienza.


lunedì 24 agosto 2015

... di Sicilia. E il rientro.

Di Sicilia.
I giorni trascorsi in Sicilia hanno avuto, rispetto a quelli in sardegna, un sapore ed un andamento diverso, ma sempre lento. Anche qui ospite di amici, in quel di Canicattì, in una grande casa del borgo antico, ho preferito dedicare tempo alla "cultura" piuttosto che alle spiagge.
Del resto il tempo della vacanza ha di bello che ne fai quello che vuoi, senza pianificare nulla, senza programmare. Ti alzi la mattina e durante la colazione decidi le attività della giornata.
Abbiamo, così, girato per i paesi e le città della Sicilia Sud - Orientale, scorrazzando in quel triangolo di terra autenticamente siciliana che si distende tra Agrigento, Enna e Gela senza una logica.

La mattina in giro per mercati a fare la spesa, a comprare pesce fresco e verdure meravigliose e il pomeriggio, dopo la "siesta", in giro per borghi e lande. Arte, tanta arte, abbiamo visto, con tesori che per caso si scoprono in anfratti di vicoli di paesi dimenticati, nelle chiese, negli antichi palazzi, nei castelli arroccati e dominanti.

Un paesaggio meraviglioso, aspro e morbido al contempo, con il giallo oro del grano da poco tagliato, macchiato dal verde luminoso delle vigne.
La Sicilia è Mediterraneo e per tremila anni questo mare è stato il centro della civilizzazione occidentale. Ogni cultura che di qui è passata ha lasciato il suo segno ed in ogni angolo sono visibili lasciti di arte e di architettura: i greci con i templi, i teatri e le opere di ingegneria civile, il  medioevo con il suo crogiulo di influenze bizantine, arabe e normanne. E poi il gotico e il barocco, che qui hanno assunto forme originali e peculiari.


E la pittura? Antonello da Messina...
E il cibo? Pochi luoghi al mondo offrono  un repertorio così ricco di fantasia e di fasto.
In vacanza non smetto certo di cucinare, di mangiare, di curiosare. Il cibo per me  ha sempre un posto importante, anche in vacanza e la Sicilia offre tutto quanto si possa desiderare.
La cucina siciliana ha due anime: i piatti semplici, quotidiani, fatti con i prodotti della terra e del mare e le preparazioni sontuose, della festa,  evidentemente influenzate dalle dominazioni passate.
Descrivere e raccontare della cucina siciliana sarebbe difficile e in ogni caso non esaustivo. Vi invito ad andare a scoprirla di persona, dal "vivo".
Però vi scrivo una ricetta  a me cara che, nella sua semplicità, è una preparazione magnifica, un condensato di Sicilia, dei suoi prodotti più tipici e profumati.
La ricetta arriva dalla tradizione popolare, basata su accostamenti elementari e per questo necessita di materia prima di grande qualità.
 Pasta con il pesto alla siciliana.
Ingredienti per 4 persone.
400 g di pasta corta (fusilli, mezze maniche, penne...)
50 g di  mandorle pelate
50 g di pinoli
400 g di pomodori perini
100 g di ricotta fresca ben sgocciolata, asciutta (no quella in vasetto pastorizzata!)
3 cucchiai di parmigiano
1 spicchio di aglio
Un mazzetto di basilico fresco
150 g di ottimo  olio evo
Sale e pepe
Procedimento.
Sbollentare i pomodori, pulirli,  spellandoli  e togliendo la parte interna bianca ed asciugarli.
Mettere nel frullatore le mandorle e i pinoli e dare una prima frullata. Aggiungere il basilico e i pomodori e frullare a scatti aggiungendo l'olio. In ultimo la ricotta e il parmigiano, dando ancora pochi colpi. La consistenza deve essere sì  cremosa, ma anche molto "granulosa".
Condire la pasta e spolverizzare con il pepe.
Vino: un bianco siciliano, Catarratto, Insolia, Grillo...

I giorni di vacanza trascorsi in Sardegna e in Sicilia sono stati intensi e bellissimi e l'eco che hanno lasciato dentro di me durerà a lungo.