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giovedì 26 aprile 2018

HUMMUS CON SPEZIE E PEPERONE ROSSO ARROSTITO (Spicy red pepper hummus). Per Il Club del 27

SPICY RED PEPPER HUMMUS
L’Hummus è una crema a base di ceci e pasta di sesamo (tahina), originaria del  Libano, che sta diventando sempre più diffusa nella nostra cucina, tanto da essere considerata un alimento comune. Però le persone raramente lo fanno in casa partendo da zero. Preferiscono acquistarlo già pronto.
Ma non è difficile da realizzare e preparato in casa è molto più gustoso di qualsiasi hummus già confezionato. Rimarrete sorpresi da quanto è facile farlo e dal successo che riscuote, proposto come aperitivo accompagnato dai crostini.
L'appuntamento di aprile con il "Club del 27" è con le ricette tratte dal libro “Bring it” di Ali Rosen, che riguardano tutte dei potlucks, ovvero quei piatti che si prestano ad essere preparati per cene/pranzi/picnic in cui ognuno porta qualcosa. E questa salsa è perfetta.
La prepariamo in una versione in cui si aggiunge pepe e peperone rosso arrostito, che danno a questa salsa ancora più personalità.
INGREDIENTI
per 4/6 porzioni
preparare 1 giorno in anticipo
1 peperone rosso
400 g di ceci già lessati
Succo di 1 limone
2 cucchiai di salsa tahina
(nelle botteghe bio e nei negozi etnici)
1 spicchio d'aglio
½ cucchiaino di sale
¼ di cucchiaino di pepe bianco
½ cucchiaino di coriandolo
¼ di cucchiaino di cumino
¼ di cucchiaino di pepe di Cayenna
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
PREPARAZIONE 
Inizia a preparare i ceci, che sono alla base della ricetta.
Si può partire dai ceci secchi, lasciati in ammollo tutta la notte, poi sciacquati e lessati per un’ora in abbondante acqua in ebollizione. Scolateli e ancora caldi metteteli insieme a tutti gli ingredienti, tranne l’olio extravergine, nel robot da cucina. 
Tenete a portata di mano una mezza tazza della loro acqua di cottura.
Se invece userete i ceci in lattina, prima di usarli scolateli bene e riscaldateli in un tegame con un cucchiaio di acqua.
Arrostite il peperone sulla fiamma o sulla griglia, girandolo su ogni lato per circa 8 minuti o fino a quando la pelle del peperone appare bruciacchiata.
Mettete da parte per far raffreddare e poi spellate e tagliate a cubetti.
Nella ciotola del mixer o in un frullatore mettete i ceci, il succo di limone, la tahina, l'aglio, il sale, il pepe, il coriandolo, il cumino e il pepe di Caienna
Iniziate a tritare e aggiungete l’ olio poco a poco, aggiungendo anche un po’ dell’acqua di cottura dei ceci che avete tenuto da parte
Frullate sino a ottenere un composto cremoso, denso ed omogeneo.
Occorreranno almeno  5 minuti.
Di tanto in tanto, per agevolare il lavoro delle lame, fermate, raschiare l'interno del contenitore con una spatola in silicone e poi tritare ancora.
Una volta ottenuta la crema, trasferitela in una ciotola, aggiungete i cubetti di peperone e copritela con qualche cucchiaio d’olio. Tenetela in frigorifero, sigillata con pellicola alimentare, sino al momento di servirla.
Si conserva per 5/6 giorni.
SOSTITUZIONI
Si può non usare la tahina e in tal caso aggiungete più olio extravergine. Il gusto si alleggerisce e riuscirà lo stesso cremoso.
Si può non mettere il pepe di Cayenna.
COME PORTARLO
Questa preparazione può essere effettuata in anticipo, conservata in un contenitore ermetico in frigorifero e poi agevolmente trasportata per un pic nic.
Consiglio di servire l'hummus accompagnato da fette di pane casereccio, o da pane pita o da crostini.

lunedì 26 marzo 2018

CROQUE - MADAME. Per il Club del 27

Ed eccoci ad un nuovo appuntamento con il "Club del 27".
Un Club formato da appassionati di cucina, che il giorno 27 di ogni mese si ritrovano nello spazio dell’MTchallenge per pubblicare una ricetta legata ad un tema comune. 
Questo mese il protagonista è l’Uovo e ci siamo cimentati con le ricette del libro The Perfect Eggs, di Teri Lyn Fisher e Jenny Park.
Vi propongo un grande classico dello street food francese, il Croque – Madame, un sandwich croccante, realizzato con ingredienti semplici ma molto gustosi: due fette di pancarrè, un ripieno di formaggio Gruyère e di prosciutto cotto, dorato poi in forno con la salsa mornay e servito con un uovo all'occhio di bue adagiato sopra.
Lo si può gustare in ogni cafè o boulangerie parigina ed è una vera goduria. 
Perfetto per un peccato di gola.
Bon apetit!



CROQUE-MADAME
Ingredienti per 2 toast
Salsa Mornay:
1 cucchiaio di burro non salato
1 cucchiaio di farina per tutti gli usi
1/2 tazza + 2 cucchiai di latte intero
1/2 cucchiaino di senape in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/3 di tazza di formaggio Gruyère grattugiato
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
Sale e pepe nero macinato fresco
Sandwiches
3 cucchiai di Mostarda in grani
4 fette di pane francese (pancarrè), leggermente tostato
150 g prosciutto affumicato, affettato sottile
1/4 di tazza di formaggio Gruyere grattugiato
2 uova
Sale e pepe nero macinato fresco
Procedimento Salsa Mornay.
Sciogli il burro in una casseruola a fuoco medio.
Versa la farina e cuoci mescolando per 2 o 3 minuti, per eliminare il gusto crudo della farina.
Versa il latte a filo sul fuoco e continua a cuocere e a girare, fino a quando il composto non si addensa, tanto da formare il velo sul retro del cucchiaio di legno.
Aggiungi la senape, lo zenzero, il Gruyere e il parmigiano e continua a cuocere per 3 o 4 minuti, fino a quando i formaggi non si sciolgono e la salsa non si presenta liscia.
Aggiusta di sale e pepe e tieni da parte.

Procedimento per il Croque - madame
Preriscalda la piastra. Tosta leggermente le fette di pancarrè.
Distribuisci la mostarda su ogni fetta di pane tostato.
Ricopri quattro delle fette con il prosciutto, distribuendolo uniformemente, cospargi con il Gruyere e chiudi  i panini con le restanti quattro fette di pane tostato.
Trasferisci in una teglia da forno e metti su ogni sandwich mezza tazza di salsa Mornay.
Cuoci i panini per 4 o 5 minuti fino a quando la salsa non è calda e gorgogliante.
Nel frattempo friggi le uova nel burro.
Metti un uovo sopra ogni toast, condisci leggermente con sale e pepe e servi immediatamente.

sabato 27 gennaio 2018

CROSTATA DI MELE E MARMELLATA di Anna Conte. Per il Club del 27

Ed eccoci al primo appuntamento del nuovo anno con il "Club del 27",  Club formato da appassionati di cucina, che si ritrovano ogni mese  in questo spazio virtuale dell’MTChallenge.
Il numero 27 sta per la data in cui, contemporaneamente, ogni mese tutti i membri di questo Club pubblicano il rifacimento di una ricetta. 
Questo mese ci siamo cimentate scegliendole tra le ricette del libro MARMELADE – A BITTERSWEET COOKBOOK di Sarah Randell.
Io ho scelto ANNA DEL CONTE’S MARMALADE AND APPLE CROSTATA
E' una ricca crostata con marmellata di arance. Potete usare quella che preferite ma, se volete cimentarvi, in coda c'è la ricetta originale del libro.
 PER LA PASTA FROLLA
250 g di farina "0"  più un poco per lavorare
100 g di zucchero a velo
la scorza grattugiata di ½ limone
150 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo grande
1 tuorlo d'uovo grande
PER IL RIPIENO
100 g di mandorle sbollentate
1 mela (circa 175 g), grattugiata e fatta cuocere per alcuni minuti
circa 8 cucchiai colmi della marmellata di arance rosse e vaniglia
la scorza grattugiata di ½ limone
1 piccolo uovo sbattuto, per lucidare

PROCEDIMENTO
Mettete la farina in una terrina, lo zucchero a velo, la scorza grattugiata del mezzo limone e mischiare insieme.
Tagliate il burro a pezzi e aggiungetelo alla ciotola, quindi, usando la punta delle dita, strofinate leggermente il burro nella farina e lo zucchero a velo. Battete leggermente l'uovo e il tuorlo, con una forchetta in una piccola ciotola e aggiungeteli al mix.
Mescolate gli ingredienti utilizzando una spatola, quindi compattate l'impasto con le mani, lavorandolo il meno possibile.
Appiattite la pasta in un disco, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti o più a lungo. Anna dice che se la fai un giorno prima, sarà più friabile dopo cotta.
Prima di stenderlo portatelo a temperatura ambiente.
Sgusciate le mandorle e tritatele grossolanamente in un robot da cucina o in un frullatore.
Su una superficie di lavoro leggermente infarinata, stendete i due terzi della pasta e usatela per rivestire una teglia da 23 cm, profonda 3-4 cm, tagliando i bordi per adattarli.
Cospargete le mandorle macinate grossolanamente sulla base, distribuendo
il più equamente possibile.
Mescolate la marmellata con scorza di limone e la mela grattugiata, quindi aggiungerla in cucchiaiate alla torta e stenderla su.
Spennellate i bordi della pasta con l'uovo sbattuto.
Tagliate sei strisce larghe 2 cm per guarnire la crostata e altre sei da sistemare nella direzione opposta per fare un reticolo.
Spennellate le strisce intrecciate con l’uovo.
Mettete la torta in frigo per altri 20 minuti.
Preriscaldate il forno a 200 ° C (ventilato 180 ° C - a gas 6).
Cuocete la crostata per 35-40 minuti, secondo il forno e fino a quando è dorata. Toglietela dal forno e lasciatela raffreddare almeno per 20 minuti prima di servire.
MARMELLATA DI ARANCE ROSSE E VANIGLIA
Le arance rosse sono un agrume meravigliosamente dolce e profumato, in particolare quelle siciliane, che sono di stagione a gennaio e febbraio.
Per 6 vasetti da 300g
800 g (6-7) arance rosse biologiche
400g (1-2) mele biologiche
4 limoni
2 lime
Zucchero semolato 2 kg
Lavate bene le arance, quindi mettetele in una padella media, coprite con acqua e portate a ebollizione.
Riducete il fuoco, mettete un coperchio sulla padella e cuocete a fuoco lento per 1 ora, finché saranno ben tenere.
Nel frattempo, sbucciate le mele. Raccogliete tutti gli scarti su un grande quadrato a due strati di garza.
Tritate le mele a pezzetti e mettetele in una padella con 5 cucchiai d'acqua. Cuocete a fuoco lento, parzialmente coperto, per 10 minuti o fino a quando non sono morbide. Mescolate di tanto in tanto e aggiungere un po’ d’acqua se necessario.
Appena le arance sono abbastanza fredde sollevatele dalla padella, conservando il liquido di cottura e tagliatele a fette di 3-5 mm.
Trasferite le arance affettate e il succo in una padella antiaderente, mettete i semi scartati sul quadrato della garza.
Spremete il limone e lime e mettete il succo in una caraffa graduata, aggiungendo anche la polpa dallo spremiagrumi.
Tagliate a pezzetti i gusci dei limoni  e metteteli sulla garza.
Aggiungete il liquido di cottura delle arance nella brocca fino alla misura totale di 1 litro. Il resto non serve.
Aggiungete il liquido e lo zucchero nella padella antiaderente, dove c’è la mela cotta.
Tagliate i baccelli di vaniglia a metà e raschiate i semi, quindi mettete nella padella.
Chiudete la garza a sacchetto, ruotate la parte superiore e legate con lo spago, lasciando una lunga estremità. Legatela al lato della padella in modo che tocchi il fondo.
Riscaldate il composto a fuoco basso, mescolando, per sciogliere lo zucchero. Rimuovete la busta di garza, schiacciandola contro il lato della padella. Portate la marmellata ad ebollizione e fate bollire per 20-25 minuti, o fino al raggiungimento del punto giusto di densità.
Trasferite subito in vasetti sterilizzati ancore caldi.
Chiudete e lasciali raffreddare capovolti.

giovedì 14 dicembre 2017

LAVVENTO DEI TRIFLE per l'MTC: GORDON'S CHRISTMAS TRIFLE

Ed eccoci ad un nuovo appuntamento con il "Club del 27",  Club formato da appassionati di cucina, che ogni mese si incontrano nello spazio virtuale dell’MTChallenge per riproporre, dall'elenco delle sfide passate, un piatto con l'intento di sottrarlo all'inesorabile oblio del web. Il numero 27 sta per la data in cui ogni mese, contemporaneamente, tutti i membri di questo Club pubblicano la ricetta. 
Per il mese di novembre e dicembre, però, si è fatta un’eccezione, facendo un’unica pubblicazione il 14 dicembre. La sfida "riproposta" è IL TEMA DEL MESE della n. 61: TRIFLE...ATI  PER LE FESTE
Il Trifle, dolce tipico della tradizione inglese, nasce nel periodo vittoriano e ricorda per molti versi il tiramisù o la zuppa inglese. Fresco e goloso, è una ricetta semplice da realizzare ma di grande soddisfazione, ideale da servire freddo come dessert al cucchiaio a fine pasto.
Per questo "ricordo", tra le varianti proposte nella sfida, ho scelto il GORDON’S CHRISTMAS TRIFLE.
Lo chef Gordon Ramsay ha rivisto e proposto molte varianti di questo dolce della tradizione, ma Il CHRISTMAS TRIFLE è l’idea giusta per Natale: scenografico, goloso, ricco, sontuoso e festaiolo. 
Tutti gli ingredienti vengono assemblati a strati all’interno di una grande e scintillante coppa di vetro, la crema al mascarpone, i cubetti di panettone, le scaglie di cioccolato, per un dolce bello da vedere ed elegante da servire.
Provatelo per stupire i vostri ospiti.
INGREDIENTI X 4 : 
250g Mascarpone 
6 cucchiai di zucchero a velo
mezzo bicchiere di liquore cremoso tipo Baileys 
2 cucchiaini di cannella
scorza d’arancia q.b.
2 fette di panettone con i canditi 
una spruzzata di Brandy 
100 ml di panna liquida da montare
cioccolato fondente q.b 
zucchero a velo per decorare
In una ciotola mettete il mascarpone, con lo zucchero a velo, il liquore cremoso tipo Baileys, la scorza d’arancia grattugiata e la cannella. Amalgamate bene il tutto.
Montate la panna ed unitela al mascarpone.
Tagliate il panettone a cubetti, metteteli in una ciotola ed irrorateli con del Brandy, mescolate e passate alla composizione del bicchiere.
Mettete una parte di crema sul fondo della coppa, aggiungete uno strato di panettone, ancora un altro strato di crema e poi ancora il panettone.
Completate con la crema. Decorate con delle quenelle di crema al mascarpone. Grattate abbondante cioccolato fondente e la magia è servita.
Servite e godete.


MTChallenge di dicembre.



mercoledì 27 settembre 2017

SPAGHETTI ALLA PUTTANESCA per il CLUB DEL 27 di MTChallenge.

Il "Club del 27",  e’ sempre quel gruppo di appassionati di cucina che ogni mese si incontra nello spazio virtuale dell’MTChallenge, per riproporre dall'elenco di sfide passate un piatto, con l'intento di sottrarlo all'inesorabile oblio del web. Il numero 27 sta, appunto, per la data in cui ogni mese, contemporaneamente, tutti i membri di questo Club pubblicano la ricetta.
Per il mese di settembre la sfida "rimembrata" è la n. 48, La pasta al pomodoro, e io ho scelto gli Spaghetti alla puttanesca ovvero, gli spaghetti con quel che c'è. In dispensa. 
E in dispensa, di solito, tutti abbiamo (io sì) spaghetti, pomodori, acciughe, olive, capperi, prezzemolo, olio... perché in caso di emergenza questi ingredienti risolvono la situazione. Qui il segreto che fa la differenza, sta proprio nell'armonia degli ingredienti, nel cappero che, insieme all'acciuga, dona salinità, profumo e sapore a questo semplice sugo. 
Questi spaghetti sono un primo piatto tipico della cucina napoletana, detto «aulive e cchjapparielle» (olive e capperi) e non si sa bene perché abbiano un nome cosi' "colorito". 
Probabilmente, proprio perché si fanno velocemente con quel che c'è in casa, con gran senso dell'umorismo qualcuno ha accostato questo piatto alla "professione più antica del mondo"...
Invece Jeanne Caròla Francesconi, considerata "la decana della cucina napoletana", autrice de La Cucina Napoletana (1965),  asserisce che in origine si chiamavano spaghetti alla Marinara, e che subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, li ribattezzò con il nome con cui oggi sono generalmente conosciuti. 
Si dice che Colucci, di solito, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vino d'Ischia, offriva ai suoi ospiti un piatto di pasta e una sera preparò un piatto veloce e saporito a base di pomodorini a piennolo e olive, un piatto “espresso” come si dice a Napoli, cioè cucinato velocemente: era nata la "ricetta". E suo nipote, Sandro Petti, proponendola ai suoi amici, la chiamò pasta alla "puttanata" per la facilità di esecuzione e la semplicità degli ingredienti. Così si dice. 
Li prepariamo?
INGREDIENTI per 4 persone:
spaghetti (o linguine) 400 g
Pomodori datterini  12 (oppure 6 pomodori pelati)
Filetti di acciughe sott'olio 2
Capperi di Pantelleria sotto sale 3 cucchiai
Olive nere di Gaeta o Taggiasche 20 (denocciolate e tagliate)
Aglio 2 spicchi
Olio extravergine di oliva abbondante (12 cucchiai)

Peperoncino, abbondante prezzemolo fresco, sale 
PROCEDIMENTO.
In un tegame basso e capiente mettete nell'olio l'aglio schiacciato. 
Farlo imbiondire adagio.
Togliete l'aglio e fate sciogliere nell'olio i filetti di acciuga.
Aggiungete i capperi ben sciacquati, le olive denocciolate e il peperoncino. Aggiungete i pomodori a pezzi.
Fate cuocere il tutto per non più di 5 - 7 minuti. 
Assaggiate per controllare il sale. Potrebbe non servire.
Cuocete gli spaghetti al dente, tirateli su con la pinza (o scolateli) e metteteli nel tegame.
Girateli bene nel sugo, spegnete e aggiungete abbondante prezzemolo tritato molto fine a coltello.
Gli spaghetti devono risultare "fluidi" e ben conditi... 
Impiattate.
 n. 67 Pasta e basta.

martedì 27 giugno 2017

IL GELATO ALLA VANIGLIA. IL CLUB DEL 27 DI MTCHallenge

Il "Club del 27" e’ un gruppo di appassionati di cucina che ogni mese si incontra nello spazio virtuale dell’MTChallenge per riproporre dall’elenco delle sfide passate un piatto e per pubblicarlo il 27 di ogni mese e sottrarlo così all inesorabile oblio del web. 
Per il mese di giugno la sfida riproposta è la n. 22: Il Gelato
E visto il clima torrido di questi giorni capita proprio a proposito.
Dal blog La Apple Pie di Mary, ho scelto il gelato alla vaniglia.
Le prime regole che occorre tenere presenti nell’accingersi a preparare un gelato sono le norme igieniche.
Sembra un discorso scontato, ma con alimenti che subiscono escursioni termiche così importanti occorre prestarvi particolare attenzione, per evitare che diventino terreno fertile di germi e batteri. I batteri infatti si moltiplicano rapidamente alle temperature corporee (36-40 °C), muoiono sopra i 63 °C e rallentano il loro metabolismo sotto i 10 °C.
E’ quindi necessario abbattere subito la temperatura della crema inglese, immergendo la pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio e mescolandola per qualche minuto. Coprire quindi la superficie con pellicola trasparente facendovela aderire (in questo modo non si formerà la pellicina) oppure versarla in un barattolo a chiusura ermetica non appena si fredda e passarla in frigo per almeno un’ora prima di versarla nella gelatiera (o di aggiungerla agli altri ingredienti per preparare la miscela).
Anche panna e latte devono essere freddi di frigorifero prima di essere aggiunti alla miscela, che va successivamente congelata nel più breve tempo possibile.
Un’altra fase molto delicata è il passaggio dal freezer al frigo prima di servire il gelato: se non si consuma tutto il gelato lo si può riporre nuovamente in freezer, tuttavia è consigliabile farlo non più di due volte; mai ricongelare un gelato completamente liquefatto.
Il gelato casalingo si conserva in freezer fino a un mese, tuttavia consistenza e sapore sono al picco fino a due giorni dopo la preparazione, dopo di che il gusto comincia ad alterarsi. Verifichiamo che il freezer non sia sovraccarico o pieno di ghiaccio, in modo da garantirci una temperatura costante di -18 °C.

GELATO ALLA VANIGLIA
(Da: Caroline Liddell, Robin Weir – Gelati e Sorbetti – Newton Compton) 
300 ml latte
300 g zucchero semolato
(io ridurrei a 200 ma non di più, altrimenti non si sente il dolce)
250 ml panna fresca
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
1 baccello di vaniglia
Resa: 800 ml
Tagliare a metà il baccello di vaniglia e metterlo in un pentolino insieme al latte e a metà dello zucchero. Mescolare per sciogliere lo zucchero, poi mettere sul fuoco e portare fin quasi a ebollizione. Togliere la pentola dal fuoco, coprire e lasciare in infusione per almeno 15 minuti per estrarre tutto l’aroma della vaniglia.
Nel frattempo montare i tuorli con il restante zucchero finché il composto “scrive”.
Riportare il latte quasi a bollore e versarlo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta. Versare in un polsonetto protetto da frangifiamma e fare addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Non superare questa temperatura o lo stadio della velatura del cucchiaio, altrimenti la crema si coagula e impazzisce. Toglierla immediatamente dal fuoco e immergere la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente, altrimenti si raffredda solo quella a contatto coi bordi del recipiente, mentre il resto rimane caldo. Se l’acqua si intiepidisce sostituirla con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura. Quando la crema sarà fredda trasferirla in un barattolo a chiusura ermetica (lasciandoci ancora dentro il baccello di vaniglia) e far riposare in frigo almeno un’ora, anche tutta la notte: il composto deve essere freddo di frigorifero prima di passare alle fasi successive della lavorazione. Estrarre il baccello di vaniglia e aiutandosi con la lama liscia di un coltello raschiare tutti i semini e mescolarli alla crema; unire la panna liquida al composto e amalgamarla benissimo.
A questo punto, se non avete la gelatiera, trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti.
Anche chi possiede una gelatiera dovrà seguire alcuni importanti accorgimenti:. La ciotola dell’apparecchio va riempita per non più di ¾, lasciando spazio per l’aumento di volume del composto. La miscela va montata per non più di 20 minuti, quando avrà raggiunto la consistenza della panna leggermente montata; non cedete alla tentazione di montarla troppo, perché il gelato si rovina e rischia di diventare simile al burro o, se si sta preparando un sorbetto, di assumere la consistenza della neve pressata.
Se il gelato non deve essere servito immediatamente, trasferirlo subito in un contenitore in polipropilene riempiendolo fino a 6 mm dal bordo, poi coprirlo con un rettangolo di carta forno che deve aderire perfettamente alla sua superficie. Tappare, etichettare e mettere in freezer: così facendo limiteremo la presenza di aria umida nella vaschetta del nostro gelato e impediremo la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla sua superficie. Fare indurire il gelato dai 30 ai 60 minuti e trasferirlo in frigorifero per 20-30 minuti prima di servirlo, perché sia morbido al punto giusto.
ATTENZIONE: durante il condensamento in gelatiera i semini di vaniglia tendono a depositarsi sul fondo della ciotola o del contenitore. Mescolare molto velocemente per distribuirli uniformemente in tutta la miscela, prima di coprirla con la carta forno e passarla in freezer.

Per Il "Club del 27" 


sabato 27 maggio 2017

DAKOS (frisella cretese) CON POMODORI, FETA ED OLIVE PER IL CLUB DEL 27

Il Club del 27 in questo mese di maggio  ci porta nel mondo delle insalate, dei piatti freddi e di altre estive delizie per regalarci un vero vero e proprio archivio, incredibile fonte di ispirazione di tutti quei piatti che con l'arrivo dell'estate si rivelano preziosissimi. 
Se infatti, a mano a mano, consulterete i blog degli altri soci del Club troverete un ricco menù di insalate, tratte dal Tema del Mese della sfida n. 31 di MTChallenge, quella sulla Caesar Salad e dal libro MTCh Insalata da Tiffany perfetta come piatto unico nei giorni più caldi o come primo piatto nelle sere più fresche.
Io ho scelto di preparare il Darkos, un piatto originario dell'isola di Creta ma che si trova anche in altre isole, per esempio a Santorini e a Koufonissi, un’insalata che ci fa pensare alla Grecia, alle sue isole, alla sua musica e al suo cibo
Il Dakos ricorda molto la frisella che si prepara in tanti posti dell’Italia meridionale, ma è un po' più saporito. Secondo me ben rappresenta lo stile gastronomico mediterraneo perché è così fresco, saporito e colorato, perfetto da gustare a pranzo sotto il pergolato di casa o seduti in una taverna greca a pochi metri dal mare.
Va benissimo (se ce l’avete!) anche in barca a vela per un aperitivo. 
Buono, coreografico, semplice e raffinato allo stesso tempo.
DAKOS (FRISELLA CRETESE) CON POMODORI, FETA ED OLIVE
Tratta da La Cucina Greca di Jean-Michel Carasso
 Ingredienti per 1 porzione
1 frisella integrale
1 pomodoro maturo
(dimensione piccolo/medio)
30 g di Feta
1 pizzico di origano secco
Qualche oliva nera piccola
Olio extra vergine di oliva “intenso”
1 spruzzo di aceto di vino rosso
Sale e pepe
 Procedimento
Tagliate il pomodoro in pezzi piccoli. Condite con olio, poco aceto, origano e poco sale e pepe. Sbriciolate la Feta.
Bagnate molto velocemente la frisella sotto l’acqua, e copritela con i cubetti di pomodoro. Aggiungete la Feta sbriciolata sopra il pomodoro, qualche oliva nera, ancora un giro di olio e servite immediatamente.
Nota: La ricetta originale prevede una paximàdia, che dubitiamo troverete in Italia, e che si sostituisce alla perfezione con una frisella tipo pugliese.    "Club del 27" 

giovedì 27 aprile 2017

ARROZ CON LECHE. PER IL CLUB DEL 27

Il "Club del 27" è un gruppo di appassionati di cucina che si incontra ogni mese nello spazio virtuale dell'MTChallenge per riproporre dall'elenco di quelli presi da una sfida passata, il piatto che preferisce e che si dà appuntamento il 27 di ogni mese per pubblicarlo sul web. 
Per il mese di aprile la sfida riproposta è la n.41 di settembre 2014, 
Il Riso in tutte le sue declinazioni, dolci e salate.
Dall'elenco degli sfidanti ho scelto di riproporre l’ ”Arroz con leche”, il riso al latte dolce di  Simonetta  per due motivi: ha accompagnato la mia infanzia, come dessert che spesso mia mamma preparava a chiusura della cena della domenica; ha accompagnato il mio Cammino di Santiago fatto alcuni anni fa, come dessert proposto nel menù del Pellegrino, vero ristoro di fine giornata.     Lo avevo completamente dimenticato ed è stato una dolce riscoperta. 
             
L’ “arroz con Leche”, letteralmente il “riso con latte”, è un dolce tradizionalissimo in Spagna e in tutta l’America latina, molto semplice e allo stesso tempo molto buono. È composto da riso e latte, e non serve essere un esperto in cucina per prepararlo. 
Secondo la storia furono i dominatori spagnoli a portare in America Latina la ricetta diffondendola "dalla terra degli Incas fino a quella dei Maya". 
A loro volta gli spagnoli avevano conosciuto l’arroz con leche dai conquistatori arabi.
La sua preparazione non è molto difficile, e non richiede neanche troppo tempo. Solo qualche accorgimento.
Per quanto riguarda gli ingredienti, è bene utilizzare latte intero per un risultato migliore in quanto a gusto e cremositá.
Riguardo al riso, il piú adatto è quello tondo, quello più tradizionale.
Il burro è opzionale, peró dá un tocco in piú.
Importante l’apporto degli aromi: cannella e buccia di agrumi.
ARROZ CON LECHE
Questa è la ricetta più tipica, che ha la caratteristica di mettere a bagno il riso nel latte per qualche ora prima di cuocerlo. Il riso così rilascia l’amido e il risultato è un riso al latte cremoso ma leggero.
Ingredienti:
1,5  lt di latte
150 g di riso (tipo Roma)
200 g di zucchero
essenza di vaniglia
un piccola buccia di limone
cannella in bacche in polvere
Mettete a bagno il riso per qualche ora (un paio sono sufficienti).
Mettete a scaldare a fuoco lento tutto il latte, lo zucchero, i rametti di cannella e la scorza gialla del limone. Mescolate il composto, così da far sciogliere tutto lo zucchero, e appena il latte comincia a bollire, aggiungete il riso giá drenato e il burro.
Lasciatelo andare a fuoco lento, finchè il riso non sarà ben cotto, mescolando per evitare che si attacchi al fondo della pentola.
Il riso sará pronto in 25-30 minuti. Togliete la scorza di limone e i rametti di cannella, e lascialo raffreddare a temperatura ambiente.
Deve risultare cotto, spesso e cremoso. Fatelo raffreddare e poi servitelo
nelle ciotole spolverato con cannella in polvere.
Va tenuto in frigo fino al momento di servirlo.