sabato 17 febbraio 2018

CARCIOFI AFFUMICATI CON MAIONESE VEGETALE. Per la sfida MTChallenge di febbraio

Fritta è buona anche una ciabatta? Beh, affumicata anche!
Il sapore degli alimenti affumicati è particolare, intenso, goloso.
Alcuni tipi di carne, di salumi, di pesce e di formaggi, ma anche verdure o alimenti vegetali come il Seitan e il tofu, le bevande analcoliche come il tè o alcoliche come whisky e la birra, acquistano uno speciale sapore persistente e aromatico quando vengono affumicati.
Lo speck, il salmone, la ricotta, la scamorza, le patate, i carciofi, affumicati sono più buoni. L’affumicatura agisce sugli alimenti tramite il fumo di vari tipi di legno, conferendogli un gusto molto particolare.
Esistono diverse tecniche di affumicatura:
caldo, che avviene a una temperatura tra i 60 e i 75° C e dura circa quattro ore;
semifreddo, che avviene a una temperatura massima di 40° C per molte ore;
freddo, che avviene a una temperatura compresa tra i 16 e i 25° C per due giorni o più.
Per donare profumo all’affumicatura si utilizzano trucioli di legno naturali e non resinosi, i migliori sono quelli di quercia, acacia, pioppo, ciliegio, castagno, noce e faggio. Inoltre, per aromatizzare gli ingredienti vengono aggiunte anche erbe e spezie  come timo, rosmarino, alloro, cannella, chiodi di garofano e pepe. Ma come poter realizzare questo processo con facilità tra le mura domestiche?
La sfida n.70 di febbraio di MTChallenge ci porta nel mondo del “fumo” e Qui trovate un vero e proprio dossier sull’argomento.
Io colgo l’occasione per proporvi una ricetta facile, veloce e di grande effetto: carciofi affumicati, con un po’ di aglio fresco, sale e pepe e accompagnati da una cremosa maionese vegetale.
Non è una cottura, ma solo un'affumicatura per dare ai carciofi quel buon profumo che hanno quando li si cuoce nel camino.
PER AFFUMICARE
Per affumicare utilizza una pentola larga, con bordi alti, con il fondo spesso e un coperchio. Per non correre rischi, è meglio utilizzare dei trucioli alimentari per l’affumicatura (in commercio si trovano in pratiche confezioni) mixati a erbe aromatiche a piacere.
Io ho utilizzato legno di vite e aghi di rosmarino.
CARCIOFI AFFUMICATI 
CON MAIONESE VEGETALE
Per i carciofi
6 carciofi
prezzemolo
2 spicchi di aglio
olio evo
sale
pepe
1 litro di acqua
1 cucchiaio di olio
Per la maionese vegetale
100 ml latte di soia
olio di semi di girasole estratto a freddo e bio
1/2 cucchiaino da caffè di senape
succo di 1/2 limone
pepe macinato fresco
sale un pizzico piccolo
PROCEDIMENTO
1) Monda i carciofi: 
elimina le foglie esterne più dure, pela il gambo e lasciane la parte alta, rimuovi la barba centrale con uno scavino o con un coltellino.
Mettili in una ciotola di acqua acidulata con il succo di un limone.
Fai bollire il litro di acqua con il cucchiaio di olio e un pizzico di sale e lessa i carciofi per 15 minuti.
Toglili e lasciali sgocciolare bene a testa in giù in un piatto.
In ogni carciofo inserisci mezzo spicchio di aglio e un ciuffo di prezzemolo.
2) Sistema i trucioli sul fondo della pentola, raccolti in un foglio di alluminio, accendili e bruciali. Poggia i carciofi intorno al cartoccio di alluminio e copri con il coperchio: il fuoco si spegnerà e il fumo inizierà a propagarsi all’interno della pentola. Lascia ben chiuso per almeno mezz’ora, fino a che non si siano completamente affumicati.
3) Intanto prepara la maionese.
In un bicchiere alto, adatto al frullatore ad immersione, metti tutti gli ingredienti tranne l’olio e frulla un po’ per ottenere un composto omogeneo.
Poi inizia ad aggiungere l’olio a filo, sempre frullando e incamerando aria, fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Assaggia e se necessario aggiusta di sale.
Servi un carciofo a persona, accompagnato da una ciotola individuale con la maionese: si mangiano intingendo una foglia alla volta… 

La sfida di febbraio di MTChallenge

sabato 27 gennaio 2018

CROSTATA DI MELE E MARMELLATA di Anna Conte. Per il Club del 27

Ed eccoci al primo appuntamento del nuovo anno con il "Club del 27",  Club formato da appassionati di cucina, che si ritrovano ogni mese  in questo spazio virtuale dell’MTChallenge.
Il numero 27 sta per la data in cui, contemporaneamente, ogni mese tutti i membri di questo Club pubblicano il rifacimento di una ricetta. 
Questo mese ci siamo cimentate scegliendole tra le ricette del libro MARMELADE – A BITTERSWEET COOKBOOK di Sarah Randell.
Io ho scelto ANNA DEL CONTE’S MARMALADE AND APPLE CROSTATA
E' una ricca crostata con marmellata di arance. Potete usare quella che preferite ma, se volete cimentarvi, in coda c'è la ricetta originale del libro.
 PER LA PASTA FROLLA
250 g di farina "0"  più un poco per lavorare
100 g di zucchero a velo
la scorza grattugiata di ½ limone
150 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo grande
1 tuorlo d'uovo grande
PER IL RIPIENO
100 g di mandorle sbollentate
1 mela (circa 175 g), grattugiata e fatta cuocere per alcuni minuti
circa 8 cucchiai colmi della marmellata di arance rosse e vaniglia
la scorza grattugiata di ½ limone
1 piccolo uovo sbattuto, per lucidare

PROCEDIMENTO
Mettete la farina in una terrina, lo zucchero a velo, la scorza grattugiata del mezzo limone e mischiare insieme.
Tagliate il burro a pezzi e aggiungetelo alla ciotola, quindi, usando la punta delle dita, strofinate leggermente il burro nella farina e lo zucchero a velo. Battete leggermente l'uovo e il tuorlo, con una forchetta in una piccola ciotola e aggiungeteli al mix.
Mescolate gli ingredienti utilizzando una spatola, quindi compattate l'impasto con le mani, lavorandolo il meno possibile.
Appiattite la pasta in un disco, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti o più a lungo. Anna dice che se la fai un giorno prima, sarà più friabile dopo cotta.
Prima di stenderlo portatelo a temperatura ambiente.
Sgusciate le mandorle e tritatele grossolanamente in un robot da cucina o in un frullatore.
Su una superficie di lavoro leggermente infarinata, stendete i due terzi della pasta e usatela per rivestire una teglia da 23 cm, profonda 3-4 cm, tagliando i bordi per adattarli.
Cospargete le mandorle macinate grossolanamente sulla base, distribuendo
il più equamente possibile.
Mescolate la marmellata con scorza di limone e la mela grattugiata, quindi aggiungerla in cucchiaiate alla torta e stenderla su.
Spennellate i bordi della pasta con l'uovo sbattuto.
Tagliate sei strisce larghe 2 cm per guarnire la crostata e altre sei da sistemare nella direzione opposta per fare un reticolo.
Spennellate le strisce intrecciate con l’uovo.
Mettete la torta in frigo per altri 20 minuti.
Preriscaldate il forno a 200 ° C (ventilato 180 ° C - a gas 6).
Cuocete la crostata per 35-40 minuti, secondo il forno e fino a quando è dorata. Toglietela dal forno e lasciatela raffreddare almeno per 20 minuti prima di servire.
MARMELLATA DI ARANCE ROSSE E VANIGLIA
Le arance rosse sono un agrume meravigliosamente dolce e profumato, in particolare quelle siciliane, che sono di stagione a gennaio e febbraio.
Per 6 vasetti da 300g
800 g (6-7) arance rosse biologiche
400g (1-2) mele biologiche
4 limoni
2 lime
Zucchero semolato 2 kg
Lavate bene le arance, quindi mettetele in una padella media, coprite con acqua e portate a ebollizione.
Riducete il fuoco, mettete un coperchio sulla padella e cuocete a fuoco lento per 1 ora, finché saranno ben tenere.
Nel frattempo, sbucciate le mele. Raccogliete tutti gli scarti su un grande quadrato a due strati di garza.
Tritate le mele a pezzetti e mettetele in una padella con 5 cucchiai d'acqua. Cuocete a fuoco lento, parzialmente coperto, per 10 minuti o fino a quando non sono morbide. Mescolate di tanto in tanto e aggiungere un po’ d’acqua se necessario.
Appena le arance sono abbastanza fredde sollevatele dalla padella, conservando il liquido di cottura e tagliatele a fette di 3-5 mm.
Trasferite le arance affettate e il succo in una padella antiaderente, mettete i semi scartati sul quadrato della garza.
Spremete il limone e lime e mettete il succo in una caraffa graduata, aggiungendo anche la polpa dallo spremiagrumi.
Tagliate a pezzetti i gusci dei limoni  e metteteli sulla garza.
Aggiungete il liquido di cottura delle arance nella brocca fino alla misura totale di 1 litro. Il resto non serve.
Aggiungete il liquido e lo zucchero nella padella antiaderente, dove c’è la mela cotta.
Tagliate i baccelli di vaniglia a metà e raschiate i semi, quindi mettete nella padella.
Chiudete la garza a sacchetto, ruotate la parte superiore e legate con lo spago, lasciando una lunga estremità. Legatela al lato della padella in modo che tocchi il fondo.
Riscaldate il composto a fuoco basso, mescolando, per sciogliere lo zucchero. Rimuovete la busta di garza, schiacciandola contro il lato della padella. Portate la marmellata ad ebollizione e fate bollire per 20-25 minuti, o fino al raggiungimento del punto giusto di densità.
Trasferite subito in vasetti sterilizzati ancore caldi.
Chiudete e lasciali raffreddare capovolti.

mercoledì 24 gennaio 2018

MARGARITA CRÊPES. Per MTChallenge.

CRÊPES AL COINTREAU, CON SALSA DI CARAMELLO SALATO  ALLA TEQUILA E GOCCE DI LIMONE.
La cucina alcolica è la scelta di Giulia Robert di Alterkitchen Blog per l’Mtchallenge n. 69. La vincitrice della puntata precedente propone una sfida sulla destrutturazione, sulla creatività, sulla reinterpretazione dei cocktail più famosi e codificati. Ha deciso che dobbiamo scegliere uno di questi cocktail, scomporlo e ricomporlo nel piatto, con un senso logico e ...commestibile.
Per me che vivo a Verona quando si dice cocktail si dice Spritz, ma per questa sfida è il cocktail Margarita che ho scelto di saccheggiare.
Secondo me perchè il Margarita è la quintessenza dell’eleganza. 
È un cocktail da bere a tutte le ore del giorno, perfetto come aperitivo, ma delizioso anche nel dopocena. Forte e profumato.
La ricetta codificata del Margarita è la seguente:
3.75 cl di Tequila
2.25 cl di Cointreau
1.50 cl di succo di lime o di limone
Sale
La preparazione del cocktail.
L’attrezzatura: 
Bicchiere coppa da cocktail, Mixin glass (bicchiere di preparazione), Bar spoon (cicchiaino da thè con manico lungo), Piattino, Strairer
Prendete la coppa da cocktail e riempitela di ghiaccio per far si che il bicchiere diventi ben freddo. Prendete il mixin glass, riempitelo sempre con del ghiaccio rigorosamente a cubetti e versate al suo interno 3,75 cl di Tequila, 2,25 cl di Cointreau e 1,50 cl di succo di limone o lime, a questo punto mescolate il tutto con un bar spoon. Eliminate il ghiaccio dalla coppa cocktail, prendete del sale e riponetelo su un piattino e girate il bicchiere facendo in  modo che il bordo sia tutto ricoperto, senza far cadere il sale al suo interno. A questo punto, con l’aiuto dello strairer versate il vostro Margarita. Prima di servire guarnite il tutto con una fetta di lime o di limone sul bordo del bicchiere.
Partendo da qui ho deciso di eseguire una destrutturazione eterodossa, prendendo, cioè, separatamente gli ingredienti del cocktail e fare delle Crêpes al Cointreau, con salsa al caramello salato, aromatizzato con la Tequila e gocce di limone a finire il piatto.  
INGREDIENTI per 4 persone (12/14 Crêpes)
Per le Crêpes.
140 g di farina multiuso setacciata
80 g di zucchero semolato
2 uova grandi
380 ml di latte intero
Un pizzico di sale
1 cucchiaio di burro fuso (più quello necessario per laa cottura)
1 cucchiaio di Cointreau
 Per la salsa al Caramello.
100 g di zucchero semolato
40 ml di panna intera calda
2 cucchiai di burro
una presa di sale
1 cucchiaio di tequila 
Procedimento
La pastella per le Crêpes.
In una terrina mettete la farina, lo zucchero e il sale.
Incorporate le uova una alla volta.
Unite il latte, il burro fuso, e il Cointreau.
Lavorate l’impasto con una frusta a mano fino a renderlo liscio e senza  grumi.
Coprite e lasciate riposare a temperatura ambiente per 2 ore.
La salsa al caramello.
In un tegame piccolo sciogliete a fiamma bassa lo zucchero, senza aggiungere acqua e senza mescolare.
Una volta sciolto agitate il tegame per continuare la cottura e farlo caramellare. A questo punto toglietelo dal fuoco, versate la panna calda e la Tequila e mescolate con un cucchiaio di legno.
In ultimo incorporate il burro e il sale.
Rimettete la salsa sul fuoco basso per 6/7 secondi mescolando continuamente, finchè non diventa ben liscio.
Spegnete il fuoco  e lasciatelo raffreddare. Al momento del servizio andrà delicatamente riscaldato.
Preparate le Crêpes.
Scaldate a fuoco medio/alto una padellina adatta leggermente imburrata.
Versate 2 cucchiai di pastella e ruotate la padella in modo da distribuirla uniformemente sul fondo. Fate cuocere un minuto, capovolgetela e fatela cuocere dall’altra parte per 10 secondi, fino a farla dorare.
Mettete la Crêpes su un piatto e procedete con la cottura delle altre.
Arrotolate le Crêpes e servitene 3 a persona, guarnendole con il caramello e qualche goccia di limone.
Semplice, no?

sabato 20 gennaio 2018

PER LA CUCINA DEL SENZA: TEGAME DI VERDURE ALLE SPEZIE.

E’ la cosiddetta “cucina del senza” e ha come obiettivo quello di evitare l’eccesso di grassi, sale e zucchero nella dieta quotidiana, visto che nei cibi già ce ne sono  contenuti naturalmente e sono più che sufficienti. 
Marcello Coronini, scrittore, critico enogastronomico, docente universitario, tratta l'argomento nel suo libro, La Cucina del Senza, che si rivolge a chi vuole alimentarsi meglio, in modo più sano ed equilibrato, spiegando come e perché la loro aggiunta nei piatti preparati ogni giorno, a lungo andare, risulti molto pericolosa per la nostra salute.
E' bene abituarci ad usare in loro sostituzione spezie ed aromi che permettano di cucinare con altrettanto gusto e sapore, anzi, facendoci scoprire il vero sapore dei cibi.
Nei cibi salati, ad esempio, si può utilizzare il curry, la paprika dolce, lo zenzero, l'aglio e la cipolla in polvere, le piante aromatiche come l'origano, il prezzemolo, il timo, il basilico, il finocchio, il dragoncello, il rosmarino, la maggiorana e la menta, freschi o essiccati. 
Questi aromi usati in abbondanza, da soli o mescolati tra loro, aggiungono tanti profumi ai cibi che compensano meravigliosamente la mancanza di sale aggiunto. Ottimi per condire le verdure, la carne e il pesce sono i “dressing” preparati senza olio ma con condimenti acidi, come l’aceto ed il succo di limone, o lo yogurt, e aromi, che aiutano a eliminare l’uso del sale.
Per provare vi propongo un tegame di verdure gratinato in forno.
Ho utilizzato i cavoli perché sono di stagione e perché sono già molto saporiti di loro.
 CAVOLFIORE GRATINATO ALLE SPEZIE
1 kg misto tra cavolfiore bianco, cavolfiore romano e broccolo verde
2 cucchiai di miele di acacia
4 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di curry dolce in polvere
un "sentore" di cannella
1 cucchiaio di semi misti di sesamo e papavero
2 cucchiai di pangrattato
Un pezzetto di zenzero fresco grattugiato
pepe macinato fresco
PROCEDIMENTO
Preriscaldare il forno a 180°C.
Sciogliete sul fuoco a fiamma bassa il miele con l’acqua.
Pulite i cavolfiore eliminando le foglie esterne e il gambo con un coltello. Dividete il cavolo in tante piccole cimette, staccandole dalla parte centrale con un coltello e dividendole ancora se dovessero risultare troppo grandi.
Lavatele accuratamente.
In una ciotola abbastanza capiente unite il miele sciolto, il curry e un nullaa di cannella. Aggiungete il cavolfiore e mescolate bene.
Disponete le cimette in una teglia con carta forno e versateci sopra il condimento. Aggiungete il pepe nero e il pangrattato uniformemente su tutto il cavolo.
Infornate e cuocete per circa 35-40 minuti, secondo il proprio forno, finché saranno cotti, croccanti e i bordi coloriti.
Servite i cavolfiori caldi o a temperatura ambiente.

CARBONARA DI MARE CON LE SAINT- JAQUES. Per il Calendario del Cibo Italiano.

Nella giornata che Il Calendario del Cibo Italiano dedica alla carbonara, vi propongo questa ricetta veloce, gustosa, elegante e di sicuro effetto per una cena con pochi amici, o per una cena a due: la Carbonara con le Saint-Jaques, ovvero con le Cappesante.
La storia del nome di questo mollusco bivalve è curiosa e proviene dal lontano medioevo, quando molti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo si recavano al Santuario di San Giacomo di Compostela, in Spagna.
Durante il pellegrinaggio ogni devoto aveva bisogno di un bastone per difendersi dai cani selvatici e di una contenitore per raccogliere acqua e cibo durante il viaggio. Sulle spiagge della Spagna del Nord era facile trovare queste conchiglie molto grandi a forma di ventaglio, utili allo scopo. Fu così che quel frutto di mare prese il nome di cappasanta dal mantello dei pellegrini, diventando, inoltre, al ritorno a casa anche il segno tangibile dell’avvenuto pellegrinaggio a Santiago. 
Questa carbonara di mare con le Saint-Jaques non è il solito piatto di pasta alla carbonara, ma un primo piatto con una ricercatezza in più, data dal contrasto di sapori fra i molluschi e l'uovo.
Risultato? Un gusto deciso, sorprendente.
INGREDIENTI per 4 persone:
320 g di spaghetti
(oppure linguine o tagliolini)
300 g di Cappesante sgusciate
(anche surgelate, lasciate decongelare a temperatura ambiente...)
2 uova - solo il tuorlo
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di brandy (o di vino bianco secco)
1 cucchiaio di panna liquida (NON a lunga conservazione!)
1 cucchiaio di acqua gassata
3 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
Prezzemolo tritato e pepe macinato fresco.
 PROCEDIMENTO.
In un tegame mettete a rosolare lentamente l'aglio schiacciato nell'olio e toglietelo appena imbiondisce.
Aggiungete le Cappesante.
Aggiungete il brandy e fatelo sfumare.
Aggiungete un cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Spegnete dopo 5 minuti.
In una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale, il parmigiano, il cucchiaio di panna, il cucchiaio di acqua gassata, il  pepe macinato e lo zenzero.
Cuocete e scolate gli spaghetti al dente, conservando l’acqua di cottura. Mantecateli nel condimento per qualche minuto, con uno o due  cucchiai di acqua di cottura, in modo tale che rilascino gli amidi.
Spegnete il fuoco e versate sulla pasta il composto di uova e mescolate velocemente. Impiattate la Carbonara di Mare e servite immediatamente, guarnendo con del prezzemolo tritato.




domenica 7 gennaio 2018

CANEDERLI VEGETARIANI CON RAPE ROSSE. Per Il Calendario del Cibo italiano

Il Calendario del Cibo Italiano dedica questa giornata ai Canederli.
I canederli sono un piatto povero che si prepara con gli avanzi, realizzato in tanti modi e con tanti sapori.
Vanno cotti e serviti in brodo, oppure lessati e conditi con burro ed aromi. Sono ottimi anche per accompagnare goulash e spezzatino.
Non hanno un’origine precisa, ma sono diffusi in molti paesi del nord: in Italia, prevalentemente in Veneto, Trentino e Friuli, in Austria, in Germania, nella Repubblica Ceca, etc, chiamati sempre con nomi diversi.
Per tradizione, prevalentemente, si fanno con gli avanzi del pane e degli affettati, ma quelli che vi propongo sono con le barbabietole, dette anche rape rosse. Il principio base è sempre lo stesso: pane raffermo a dadini, inumidito con il latte, uova, aromi, affettati (speck), o formaggio, o verdure, e poi condito a piacere. Buoni!
INGREDIENTI
300g di pane raffermo
100g di rape rosse bollite
1 cipolla
2 uova
1/4 l di latte
2 cucchiai di farina
Sale e pepe

Per il condimento
200 g di burro
Erba cipollina, timo e salvia
2 cucchiai di pangrattato
sale
Parmigiano grattugiato q.b.
Tagliate il pane a quadratini, mettetelo in una ciotola e copritelo con il latte.
Il pane si deve ammorbidire ma non spappolare.
In un tegame rosolate la cipolla tritata molto finemente. Aggiungetela al pane. Lasciate riposare per 10 minuti e poi aggiungete le rape tagliate piccole, le uova sbattute, la farina, sale, pepe e parmigiano.
L’impasto deve risultare morbido ma maneggiabile. Nel caso aggiungete un po’ di pangrattato. In cottura si compattano.
Mettete a bollire l’acqua in una pentola capiente.
Inumiditevi le mani in una terrina d’acqua e formate delle palline, pressando molto bene, del diametro che preferite, non troppo piccoli. 
Appoggiateli su dei vassoi coperti con carta da forno.
Se li fate di 3 cm, vanno bene 4-5 per persona.
Quando l’acqua bolle, salatela, abbassate la fiamma al minimo, in modo da farla sobbollire e immergetevi i canederli.
Lasciateli cuocere per 7-8 minuti. Intanto in un tegame fate sciogliere il burro con le erbe tritate finemente. Aggiungete il pangrattato e fate brunire.
Grattugiate il parmigiano.
Scolate i canederli con la schiumarola, metteteli nei piatti, conditeli con il burro e col formaggio e serviteli immediatamente.

domenica 24 dicembre 2017

LINSALATA DI RINFORZO DEL NATALE NAPOLETANO. Per Il Calendario del Cibo italiano.

Ci siamo, è la Vigilia di Natale. Anche per Il Calendario del Cibo Italiano.
Nei giorni scorsi, giorni di gran lavoro per preparare, per comprare i regali, per organizzare l’accoglienza dei miei cari, ho avuto modo di riflettere su come gli odori, al pari dei sapori, ci diano emozioni, risveglino la memoria, nutrano la nostra mente e il nostro spirito. In questo caso, gli odori del Natale,  che giorno dopo giorno si spandono per la casa.
Improvvisamente danno uno stato di benessere, di rilassamento, di euforia. Ci mettono di buon umore.
Durante la nostra vita gli odori stratificano, entrano in noi, si nascondono in qualche angolo del cervello e senza che ce ne rendiamo conto fanno "memoria".
Costruiscono i nostri ricordi, sono la nostra storia, la storia della nostra famiglia e, quando meno ce lo aspettiamo, all’improvviso ci sussurrano "ti ricordi...?".
E il Natale, con i suoi odori e profumi, più di ogni altra cosa è fautore di ricordi. Ci ricorda la nostra infanzia, ci parla di quel momento magico di quando si è piccoli e tutto è mistero.
Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto numerosa, perché  mamma aveva 6 sorelle e 2 fratelli, molto legati gli uni agli altri, con tanti cugini di ogni età e i nonni a governare tutto.
Natale era la casa dei nonni “al paese”.
La casa dove ci si trasferiva dalla città per tutto il periodo delle vacanze, quelle estive e quelle di Natale.
Il Natale era la vera festa della famiglia e noi bambini eravamo fortunati, con una famiglia così unita, capace di creare la vera atmosfera del Natale.
Si arrivava dai nonni il pomeriggio del 23, dopo la chiusura della scuola.
La casa era tutta addobbata, con un albero pieno di palline, le luci e il Presepe. La festa del Natale iniziava già in quel momento. 
La mattina della Vigilia si usciva a fare il giro dei parenti per gli auguri.  Era tutto così elettrizzante. Per me che vivevo in città, in una grande città come Napoli, la dimensione piccola del paese era meravigliosa. Ci si conosceva tutti.
Al pomeriggio mamma, le zie e la nonna stavano in cucina, chiacchieravano e preparavano la cena, mentre gli uomini giocavano a carte. Intanto noi bambini mangiavamo frutta, noci, nocciole e pistacchi in attesa del cenone e giocavamo a tombola.
La sera del 24 eravamo più di trenta persone a tavola, e questo era fantastico. Per noi bambini significava andare a letto tardi.
Con la Vigilia si iniziava la festa: si mangiava e poi si andava in chiesa per la messa di mezzanotte. Non c’era Babbo Natale da aspettare, perché i regali li portava la Befana il 6 gennaio, come i Re Magi.
Ricordo il candore della tovaglia ricamatalo scintillio dei bicchieri e la tavola imbandita di ogni ben di Dio perché la cena della Vigilia e il pranzo di Natale erano l'occasione per mangiare cibi che si mangiavano poco durante l'anno. 
Il menù della Vigilia era “di magro”: antipasto di mare, insalata di rinforzo, spaghetti con le vongole, pesce lesso e pesce fritto, contorni vari e quant'altro, ma noi bambini aspettavamo i dolci, gli struffoli, il panettone. Eravamo tanti e la festa era proprio questo: stare assieme.
INSALATA DI RINFORZO DELLA VIGILIA
1 cavolfiore medio
capperi
olive nere di Gaeta
cetriolini e peperoni sott’aceto
acciughe sott’olio
sale pepe
olio aceto
Procedimento. 
Tagliate il cavolfiore a piccoli pezzi, dividendo le cimette e lessate in abbondante acqua salata, facendo attenzione che resti “croccante”.
Mettere in una insalatiera i capperi, le olive, i cetriolini, i peperoni tagliati a listarelle, le acciughe e il cavolfiore raffreddato.
Condite con sale, pepe e olio, e qualche cucchiaio di aceto. 
Lasciate insaporire per qualche ora prima di servirla.
Buon Natale!
Il Calendario del Cibo Italiano